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...per il futuro della pizzica pizzica!

Negli ultimi anni, l'interesse crescente verso le danze popolari del sud Italia e soprattutto verso la pizzica salentina hanno contribuito a sviluppare un immagine della donna nella danza in continua evoluzione.
 
Ma, mentre la donna curava il gusto del bello nel ballo, diventando sempre più protagonista e proponendosi esageratamente in maniera eccentrica nella ronda, la figura dell'uomo è stata spesso ridotta a semplice 'accompagnatore' utile principalmente a mettere in risalto la bellezza estetica della compagna.
Nel caso diametralmente opposto, poi, la figura maschile, priva di riferimenti coreutici e di spessore culturale, si è avvicinata a quella femminile creando una situazione di parità di sesso nella danza, smorzando così l'energia fra due poli opposti che si incontrano all'interno di una ronda al fine di 'mettere in scena' una pratica simulata di corteggiamento danzato?


Molto probabilmente una delle cause è la scarsa emancipazione da parte dell’uomo nel proporsi come guida nei corsi di pizzica. E forse alcuni pensano ancora che, la danza, qualunque essa sia, o dotta o popolare, debba essere per forza un argomento da donna. Difatti, ancora oggi, la percentuale di uomini che prendono parte ai corsi è bassa, in relazione alla partecipazione femminile.


Ciò spiega, a parere di chi scrive, come figure ormai stereotipate siano divenute d’uso comune per entrambe i sessi all’interno della coppia, e, se un ventennio fa l’uomo si sarebbe ben guardato dall’utilizzo di alcune movenze e/o ammiccamenti vari (per non parlare poi della mimica facciale o del tremolio della testa!!!), oggi, nelle ronde, a veder bene, si fa fatica a capire qual è la funzione dell’uomo nel ballo.
 
La ricerca di qualcosa di nuovo poi, sta portando il ballo della pizzica all’esasperazione. Nell’esecuzione in piazza o sul palco (credo e spero tutti sappiano quale differenza ci sia tra una performance studiata per il palco e il ballo spontaneo della pizzica nelle ronde!) vediamo ormai vari stili di balli differenti intrecciarsi.
 
Non è in queste quattro righe che si cerca di dare la verità assoluta sul ballo in questione, però sarebbe interessante se s’iniziasse a discutere seriamente prima che un argomento del genere possa divenire orfano di una storia che ci appartiene e che sicuramente, anche alle migliaia di persone che affollano i corsi, farebbe piacere conoscere. Inoltre, potremmo con ciò, rivalutare la figura dell’uomo, oggi eunuco.
 
I passi della pizzica, le movenze e quant’altro, potrebbero bastare a tramutare il ballo della pizzica in danza, senza il bisogno di ‘raccattare’ tecniche da altri generi o proponendo nuove forme coreutiche spacciandole per “la vera pizzica”. Per chi scrive, il mondo della pizzica pizzica è uno dei più ricchi ancora esistenti e sarebbe un peccato non attingere direttamente dalle fonti ancora viventi (tanti anziani oggi potrebbero rappresentare la storia della pizzica e non solo).     
 
Certamente i tempi son cambiati, come è cambiata la musica e forse anche le motivazioni.
Questi cambiamenti potrebbero rappresentare lo specchio della società odierna che sicuramente osserva solo da lontano le dinamiche del passato??Cosa ci sarà dopo la massificazione e la conoscenza superficiale di un ballo popolare come la pizzica pizzica attraverso dei corsi ‘impacchettati’ e studiati sul genere ‘mordi e fuggi’?
Se le mutande e i foulard li abbiamo già esibiti, come far cadere l’attenzione, tra qualche tempo, sulla ballerina? E l’uomo in questo contesto, dov’è sparito? Qual è il prossimo approccio culturale che si vorrà far esprimere con la pizzica pizzica?
 
Lo scopo di ciò che state leggendo non è dunque quello di studiare una nuova tecnica di danza in cui anche l’uomo ha la sua parte, ma semplicemente di ragionare sulla funzione dell'uomo  e della danza connotata come pizzica pizzica salentina.
 
In conclusione, spero di non aver offeso nessuno e, qualora qualcuno leggendo tra le righe si stia sentendo chiamato in causa, porgo fin da subito le mie scuse.
Da tempo ormai mi pongo le stesse domande.
Spero di trovare le risposte insieme a voi.
 
Grazie, Davide Monaco