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La danza scherma salentina

Torrepaduli, una piccola frazione di Ruffano, un paese situato nel sud Salento, è l'unico luogo dove ancora oggi e fin a memoria d'uomo si combatte danzando.
Ed è nello spazio antistante il santuario di San Rocco ed in suo onore che si pratica la danza scherma o danza dei coltelli, volgarmente conosciuta come danza della spade, diversa nell'approccio culturale e in quello cinetico. A volte viene chiamata pizzica scherma perchè si danza a ritmo della famosa pizzica pizzica salentina.
La danza scherma è oggi la rappresentazione di un duello che mantiene ancora intatto l'antico schema di un abbattimento cruento tra due contendenti (attacco-difesa-contrattacco). Questa particolare pratica coreutica è ancora viva grazie al retaggio culturale di un piccolo e ristretto numero di persone che praticano questo duello danzato, seguendo tuttora un codice gestuale proprio, arricchito da leggi e veti non scritti, conosciuti esclusivamente dagli ultimi depositari e praticanti. I migliori esperti rappresentano una cultura (quella appunto da cui nasce e si evolve la danza scherma) nata ai margini di una società, o meglio, sono i rappresentanti di una società ai margini. Le loro storie di vita sono sempre attuali, con caratteristiche padagogiche, che insegnano, attraverso l' esperienza vissuta in prima persona, ad interrogarsi su temi come l'amicizia, l'amore, l'odio, la vendetta, la passione. L'atto comunicativo è il codice gestuale della danza-scherma, lingua sanguigna, carnale, appartenente ad un mondo primordiale come quello della civiltà contadina. Una koinè non comune, anzi rara, capace di disegnare figure umane che dall'esistenza sono state più provate, a volte sconfitte, ma mai vinte. Storie di vita che, aldilà di ogni pregiudizio, bisogna prendere in considerazione se la vera intenzione è quella di accostarsi in maniera meno superficiale alla scherma salentina, dando un'altra lettura, meno menzoniera, al Salento, ormai conosciuta come Isola Felix. La danza scherma salentina è da rivalutare e custodire, vista la sua unicità, visto che solo nel Salento si può assistere, durante la notte di San Rocco, al rituale della ronda di danza scherma, evento unico e irripetibile.  
Grazie ad essi si è riusciti a mantenere viva e intatta l'esecuzione coreutica (con tutte le sue contraddizioni!), facendola sopravvivere alle varie contaminazioni.
Nel 2006, la pubblicazione del testo "La scherma salentina...a memoria d'uomo, dalla pazziata alla danza scherma" di Davide Monaco, uno scritto in cui vengono per la prima volta intervistati i principali rappresentanti del mondo della danza scherma salentina (Leonardo Donadei, Alfredo Barone, Flavio Olivares, etc...) ha generato un maggior interesse riguardo l'argomento e una maggior partecipazione alla danza scherma!