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Notte di San Rocco

Fin dagli anni ’80 l’arte della simulazione del combattimento fungeva da rituale di riconferma dell’identità sociale alla festa di Torrepaduli. Prendere parte attiva alla ronda di scherma significava condividerne i valori etico-comportamentali e, attraverso la danza realizzare un importante rito pubblico di demarcazione sociale e sessuale. In questi spazi culturali ben si inserivano micro sistemi socio-culturali da cui si presume sia nata l’arte della scherma salentina. All’interno della ronda di trent’anni fa duellavano bravi schermitori considerati da tutti maestri insuperabili, e, giovani che si formavano esercitandosi sotto lo sguardo attento e critico degli anziani e egli spettatori, maturando le lor capacità critiche di valutazione e classificazione  delle abilità coreo-schermistiche. Quei giovani che attenti seguivano i consigli dei detentori unici di tale arte, oggi sono maestri che hanno dato origine alla Compagnia di Scherma Salentina (C.S.S.). Coscienti di aver acquisito tecniche e stili adeguati, si sono sentiti chiamati in causa a difendere una pratica tradizionale fungendo anche da modelli di riferimento. Grazie alla nascita della C.S.S. e alla volontà dei maestri nel conservare e trasmettere la danza-scherma, sta avvenendo nel Salento una sorta di “endemica rigenerazione controllata”, proprio nel momento in cui il fenomeno rischiava di essere definitivamente sopraffatto da forme coreutiche improprie. Sotto l’egira dei maestri ruotano una decina di uomini che oggi dimostrano di saper danzare la scherma. Essi si cercano e si ritrovano: esigono che tra le varie ronde spontanee alla festa di San Rocco ce ne sia una esclusiva per la scherma, munita di abili suonatori di tamburelli a cornice; intervengono e si sostengono a vicenda nell’arte schermitoria; ricreano lo spirito competitivo tra gli specialisti, portando avanti la rinnovata scuola tecnica e stilistica.
Il senso di rivalsa, il senso di riappropriazione di un ruolo sociale e di un ritrovato senso di identità culturale ha portato alla prima istituzione riconosciuta dallo Stato: la C.S.S. del M° Donadei Leonardo, con accanto il M° Barone Alfredo e il M° Olivares Flavio oltre che del M° Barone Salvatore insieme a Monaco Davide può essere vista come un gruppo, una scuola, un movimento, un contenitore sociale capace di conservare e trasmettere i principi e le regole che ruotano attorno alla ronda di scherma di San Rocco. Le loro performance hanno già riscosso un notevole successo e le loro esibizioni vengono ormai rivisitate e ritrattate da numerosi gruppi di riproposta o in cerca di effimera gloria.