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RONDA AL CENTRO

RONDA AL CENTRO

 

Alcuni pensano che ‘tradizionale’ sia sinonimo di ‘improvvisazione’. Altri pensano che ciò che viene dal passato, in quanto vecchio, obsoleto non abbia più la necessità di essere sorretto da regole; altri ancora credono che proprio perché stantio, il tradizionale debba per forza essere rivisitato scardinandolo nella struttura in modo tale da renderlo più accessibile a quanti a poco a poco (e ormai da decenni) timidamente si avvicinano al mondo (leggi cultura popolare salentina) che i nostri avi hanno lasciato.

Altri credono che non ci sia nemmeno il bisogno di conoscere il passato; per questi può bastare l’impulso primitivo della madre terra.

Dunque capita che sul ritmo della pizzica pizzica salentina, ma chi se ne frega, anche sul ritmo degli stornelli o dei canti alla stisa, si formi una ronda e che un orda di coppie di ballerini inizi a ballare come nelle più grandi balere estive, scontrandosi, sgomitando per farsi largo, pestandosi i piedi, e, tra questi, se si è abbastanza fortunati, si può intravedere qualche donna invasata, scalza e mezza nuda che, incurante del tempo e dello spazio, da avvio alla sua trance di possessione erotico sessuale.

Infine, c’è chi pensa che non sia nemmeno giusto che un musicista chieda di rispettare semplici regole a cui attenersi per il bene comune; per loro è più che normale ballare “la tammorriata” sugli stornelli salentini; senza la loro massiccia presenza nelle piazze, i musicisti “…se la cantano e se la suonano da soli!”.

 Ecco cosa è accaduto!

Il video che vi si propone sotto gli occhi non nasce da un eccesso di superbia da parte di chi scrive né da un momento di rabbia dovuto ad un caso particolare e/o personale. Ciò che si presentava nella ronda - in occasione di “Acustica” a Lecce l’1.06.16 - formata per far partecipare tutti al ballo tramite la turnazione, era qualcosa che bisognava far conoscere a quanti fossero presenti e volevano prenderne parte attiva.

LA RONDA HA BISOGNO DEI MUSICISTI!!!

Gli Uccio Aloisi Gruppu, con la loro forza e la loro bravura riuscirono a traghettare un fiume di persone per tutto il centro storico della città. Dalla pizzica pizzica salentina agli stornelli, dai canti alla stisa a quelli di lavoro, hanno fatto ballare anche le pietre!

Ma per quei “…alcuni pensano che!” non c’è mai stata nella storia della cultura popolare salentina differenza tra una pizzica pizzica e un canto di fatica!

Anzi, pur di dar sfoggio alla loro bravura, eccoli ballare una decontestualizzata “tammurriata” su una musica adatta per stornelli, approfittando di una ronda vuota (chissà perché!).

Chi scrive è certo che, a proposito di decontestualizzazione, tra qualche tempo, la voglia di sudare in piazza, dinanzi a smartphone che con un click mandano in giro per il mondo la nostra immagine danzante, balleremo la pizzica pizzica su ogni melodia. Sarà facile dunque pensare che il tango, come il valzer, il funky, il rock è pizzica pizzica! Finanche Marylin Manson suona la pizzica (basti ascoltare ad esempio: Doll-Dagga Buzz- Buzz Ziggety- Zag).

Ironia a parte, si è convinti che per ballare la pizzica pizzica non bisogna solo conoscere i passi attraverso i quali ci si dovrebbe muovere nello spazio sul ritmo della musica omonima; bisognerebbe anche conoscere le regole, poche e semplici, per poter condividere lo spazio della ronda e, ricontestualizzare la danza che, per quanto di facile applicazione ancora può esprimere lo stato d’animo intimo e soprattutto della società alla quale appartiene. 

Tutto questo lo si fa nel cerchio ‘magico’ della ronda, perché essa non divide, anzi:

-       lega l’uomo alla donna, attraverso la danza;

-       fonde l’uomo all’uomo, attraverso la scherma;

-       unisce la danza alla musica, attraverso il ritmo;

-       congiunge l’astante con l’attore, attraverso la turnazione.

 

“…alcuni pensano che” ci sia la necessità di preservare il “ballare pulito” in ogni sua accezione. L’impegno deve nascere da parte di tutti, nessuno escluso, perché la cultura è di ognuno di Noi.

 

 

P.S.: Naturalmente, in queste quattro righe non s’intende offendere nessuno, né tanto meno cercare di dettare leggi circa la fruizione della ronda. Qualora si dovesse chiedere consiglio su come gestire la ronda per il ballo della pizzica pizzica salentina e/o per la danza scherma certamente si utilizzerebbero le regole che qui si espongono sia in video* che in forma scritta. Ovviamente sono regole che si tramandano in forma orale e che rappresentano il lascito di maestri che da anni gestiscono le ronde, specialmente quella della Notte di San Rocco (Torrepaduli, 15/16 agosto), in cui ancora in maniera del tutto spontanea si crea e si disfa la ronda in virtù degli eventi (sia essa di pizzica pizzica che di danza scherma).

 

 

*: il video è stato liberamente catturato da smartphone da un partecipante all’evento “Acustica” avvenuto a Lecce il 01.06.2016 ed in seguito condiviso con chi scrive attraverso social network (whatsapp). Nulla d’intenzionale né tantomeno di professionale. Ci si scusa, dunque, per la scarsa risoluzione.

 

Davide Monaco, Compagnia di Scherma Salentina