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Breve storia della CSS

 

COMPAGNIA DI SCHERMA SALENTINA
(maestri: Leonardo Donadei, Alfredo Barone, Flavio Olivares, Salvatore Barone, Davide Monaco)
 
La Compagnia di Scherma Salentina è composta da un gruppo di schermitori che, uniti da un amicizia pluriennale, da tempo si dà appuntamento ogni anno a San Rocco, ovvero Torrepaduli, piccola frazione di Ruffano, centro urbano del Basso Salento, per i festeggiamenti in onore del santo (notte tra il 15 e il 16 agosto).
Nel 2004, proprio durante la notte di San Rocco, un ragazzo, all’anagrafe Monaco Davide (giovane laureato in storia delle tradizioni popolari, presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Lecce), munito di coraggio e privo di buonsenso, ma con la voglia di conoscere i veri intenditori dell’arte della scherma salentina, provocò una tra le più grandi offese che si potesse arrecare agli schermitori della “ronda di scherma”: prenderne parte attiva senza presentarsi, farsi conoscere e, soprattutto, senza chiedere il permesso agli anziani detentori unici dei segreti del “codice della scherma”. Da quello che sarebbe potuto essere l’inizio della fine, ne è scaturita una collaborazione che ha dato notevoli frutti, costituendo, in primis, l’ associazione culturale “Compagnia di Scherma Salentina”, quindi creando la prima, unica e vera istituzione riconoscibile sotto l’aspetto legale e soprattutto sociale, sia per il territorio nazionale che d’oltremare.
L’esordio della Compagnia di Scherma Salentina avviene all’interno di un progetto ideato dai docenti del dipartimento di sociologia dell’Università del Salento, ossia P. Fumarola e E. Imbriani, e vede durante un laboratorio sperimentale della durata di cinque esaustivi giorni, la scherma salentina porsi a confronto con la Capoeira, il tango argentino, la break dance, e altre forme di danza e pratiche marziali (2005).
Da questo progetto nascerà poi un testo, scritto dai due sociologi sopra menzionati, intitolato “Danze di corteggiamento e di sfida nel mondo globalizzato”, in cui, la scherma salentina ha avuto notevolissima importanza (2006).
Di seguito la Compagnia ha partecipato a manifestazioni di ampio respiro come “Un mare di danza” in Sardegna, in collaborazione con l’Università del Salento, di Parigi, oltre che con quella di Cagliari e con il gruppo “Carovana” di Ornella D’Agostino e del prof. Alessandro Melis.
Non meno importante, la partecipazione alla “Notte della Taranta” nella sua fase itinerante, composta da seminari, convegni e varie esibizioni.
Non meno considerevoli sono, in questi anni, le varie partecipazioni ad eventi culturali come “Evoluzioni Etniche” (2007), “Salento Film Festival” (2006), “Arte in Parabita” (2007) e ritrovi di piazza e sagre per tutto il territorio salentino, oltre a comparse filmiche varie, come quella per il film “Fine pena mai” (inverno 2008).
Da questa stretta collaborazione, nasce anche un testo scritto da Davide Monaco, (edito in coproduzione con Ed. Aramirè, 2006), col titolo “La scherma salentina…a memoria d’uomo. Dalla pazziata alla danza-scherma”, nel quale vengono riportate le testimonianze, sotto forma d’intervista, dei saccenti schermitori, un’analitica spiegazione tecnica delle caratteristiche movenze caratterizzanti la danza, del codice gestuale e dei segreti della scherma salentina. Un lavoro di ricerca- azione in cui si dà massima importanza ai protagonisti della scherma salentina.
In allegato al testo, è il documento video, vera impronta indelebile che i “signori” della scherma lasciano come “dote familiare” a quanti nutrono il bisogno di saziare la propria conoscenza e la voglia di entrare in un mondo misterioso di cui, forse anche perché fino a poco tempo fa oscuro e impenetrabile, spesso se ne fa confusione e “disinformazione di fondo” persino nel contesto e nel mondo di una cultura egemone.
Nell’ultimo periodo, aldilà delle varie performance e workshop in giro per l’Italia e per conto delle più autorevoli fondazioni e/o istituzioni, la Compagnia di Scherma Salentina al completo ha collaborato con la regista Chiara Idrusa Scrimieri  per la riuscita di un video-documentario sulla danza scherma, ma soprattutto sulla figura del maestro Leonardo Donadei che oltre ad essere il leader e il rappresentante della danza scherma salentina è anche il miglior costruttore di lanterne votive (palloni aerostatici). Un artista sui generis che custodisce i segreti di quest’arte antica, seguendo la tradizione tramandatagli dal padre, Cavalier Don Raffaele Donadei. (Danza di palloni e di coltelli, Chiara Idrusa Scrimieri, Apulia Film Commission, 2009).
L’ultimo periodo della C.S.S. è raccontato per immagini, progetti, video didattici, etc caricati e messi in rete e sui maggiori e più conosciuti social network esistenti. In tal maniera, oltre a raccontare l’evoluzione della scherma salentina sembra ovvio l’intento di rendere maggiormente fruibile questa ‘unica perla’.